"In questi giorni in relazione alla profonda crisi dell'economia reale tutti i Governi dei paesi più industrializzati del Mondo, l'Unione Europea e gli organismi internazionali e nazionali competenti vanno definendo interventi straordinari con l'intento di fronteggiarla e ridurne le conseguenze negative. La Sardegna in questi anni di centro sinistra ha raggiunto un risultato positivo: registra, infatti nel dicembre 2008, un incremento rispetto al dicembre 2004 di 15.000 occupati e 9.000 disoccupati in meno. L'incremento dell'occupazione equivale a circa il 40% dell'incremento che si registra in tutto il mezzogiorno d'Italia. Ecco perché Rifondazione ripropone il tema del "lavoro" - Innanzitutto il lavoro come diritto di partecipazione alla comunità e al suo sviluppo, come strumento principale di inclusione sociale. Un lavoro sicuro - per questo ha proposto ed è stata approvata la legge regionale in materia di sicurezza e di sostegno ai familiari dei caduti sul lavoro, che risulta essere la più innovativa d'Italia. Anche di fronte alla grave crisi economica ed industriale che abbiamo di fronte, in parte riconducibile alla colpevole irresponsabilità dei fautori a tutti i costi della più integralista delle ideologie "liberiste", noi vogliamo trasmettere un messaggio di fiducia. Vogliamo una Regione ancora più attiva anche sul fronte della crisi, per questo richiamiamo tra tutte la nostra proposta di "reddito di cittadinanza" che può essere sperimentata in Sardegna, ma che noi intendiamo proporre anche come legge nazionale di iniziativa regionale. Una legge oggi più che mai necessaria ed attuale. Una proposta che vogliamo sostenere con una massiccia raccolta di firme dei cittadini sardi."
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PRC SARDO: impegno per il lavoro e lo sviluppo
"In questi giorni in relazione alla profonda crisi dell'economia reale tutti i Governi dei paesi più industrializzati del Mondo, l'Unione Europea e gli organismi internazionali e nazionali competenti vanno definendo interventi straordinari con l'intento di fronteggiarla e ridurne le conseguenze negative. La Sardegna in questi anni di centro sinistra ha raggiunto un risultato positivo: registra, infatti nel dicembre 2008, un incremento rispetto al dicembre 2004 di 15.000 occupati e 9.000 disoccupati in meno. L'incremento dell'occupazione equivale a circa il 40% dell'incremento che si registra in tutto il mezzogiorno d'Italia. Ecco perché Rifondazione ripropone il tema del "lavoro" - Innanzitutto il lavoro come diritto di partecipazione alla comunità e al suo sviluppo, come strumento principale di inclusione sociale. Un lavoro sicuro - per questo ha proposto ed è stata approvata la legge regionale in materia di sicurezza e di sostegno ai familiari dei caduti sul lavoro, che risulta essere la più innovativa d'Italia. Anche di fronte alla grave crisi economica ed industriale che abbiamo di fronte, in parte riconducibile alla colpevole irresponsabilità dei fautori a tutti i costi della più integralista delle ideologie "liberiste", noi vogliamo trasmettere un messaggio di fiducia. Vogliamo una Regione ancora più attiva anche sul fronte della crisi, per questo richiamiamo tra tutte la nostra proposta di "reddito di cittadinanza" che può essere sperimentata in Sardegna, ma che noi intendiamo proporre anche come legge nazionale di iniziativa regionale. Una legge oggi più che mai necessaria ed attuale. Una proposta che vogliamo sostenere con una massiccia raccolta di firme dei cittadini sardi."
Rifondazione: verso le elezioni 15/16 febbraio
Comitato Politico Regionale PRC Sardegna
LA CRISI ECONOMICA: Gli indicatori economici, le mobilitazioni della scuola e quelle sindacali, tutte le più recenti ricerche sociali, rappresentano efficacemente lo stato di crisi generalizzata che il Paese e la Sardegna stanno attraversando; segnalano un preoccupante incremento della povertà e delle situazioni di esclusione sociale, un processo di de-industrializzazione (che nel caso sardo manifesta un nuovo apice nel recente blocco della produzione petrolchimica a Porto Torres) che produce quotidianamente migliaia di nuovi disoccupati. Siamo di fronte alla concomitanza fra la crisi strutturale di tutti i comparti dell'economia sarda e a una fortissima crisi internazionale, che rischia di produrre conseguenze drammatiche sul terreno della condizione sociale. Da una parte il governo nazionale propone un pacchetto di misure del tutto inadeguato a fornire risposte alla crisi sociale e prosegue, nonostante la conflittualità crescente, nella sua sua opera di sistematico smantellamento della Costituzione repubblicana (dai diritti del lavoro, al federalismo fiscale, alla riforma Gelmini); dall'altra (precisamente per questo) il ruolo della Regione e del governo democratico e progressista diviene un elemento di portata strategica, anche nella costruzione dell'opposizione al governo delle Destre. Perciò abbiamo il dovere di ripensare lo sviluppo e di costruire l'alternativa ai processi di impoverimento: a partire dall'Isola rappresentare una alternativa possibile all'ulteriore deriva a destra. La priorità va data al lavoro, al reddito, alla socialità. Perciò serve un intervento pubblico massiccio e straordinario di contrasto attivo della crisi, una vera e propria strategia di cittadinanza. La conferenza regionale per l'occupazione è stata un passaggio significativo di discontinuità, fortemente voluto dal Prc, che va nel senso della piena efficacia delle misure contenute nell'art.6 della finanziaria 2008. Dopo anni finalmente in Sardegna si torna a parlare di politiche attive del lavoro. Serve tuttavia uno sforzo ulteriore (anche questo è il messaggio della grande mobilitazione del 12 dicembre scorso) che tenga conto del mutato contesto economico: esso certamente richiama tutte le forze del centrosinistra sardo alla responsabilità politica ma anche all'esigenza di una nuova progettualità. Quella stessa crisi che oggi sta portando tutti i governi del mondo a rivalutare l'intervento pubblico in economia rappresenta anche una sfida per la sinistra, che va saputa cogliere sul piano generale come su quello locale. In questi termini la nuova fase che si è aperta rende del tutto evidente il valore strategico dell'art.13 dello Statuto d'Autonomia e del nuovo piano di Rinascita, come strumento concreto attraverso il quale ridisegnare lo sviluppo della Sardegna; su basi del tutto nuove. Un modello economico basato sulla piena valorizzazione, produzione e bonifica dell'ambiente, sulla ricerca e la sperimentazione nel campo dell'ecologia ha oggi (di fronte al grande tema dei cambiamenti climatici e agli altissimi tassi di inquinamento negli Stati di nuova industrializzazione) una potenzialità di sviluppo e un ambito “di mercato” di dimensioni internazionali. La Sardegna può diventare una “avamposto” in questo senso e questa è una delle sfide più grandi per la sinistra del XXI secolo. Su questa linea di demarcazione in definitiva può essere analizzato il conflitto interno al centrosinistra: fra una opzione innovativa e una concezione “tradizionale” dello sviluppo, centrata sull'edilizia, sul consumo di territorio e sull'industria pesante. Su questo spazio politico in Sardegna esistono le condizioni per ricostruire, assieme ad altri, una autonoma progettualità per l'alternativa di società.
LA SINISTRA IN SARDEGNA: Il tema dell'unità e della rinascita della sinistra politica è un elemento di primaria valenza politica e di straordinaria attualità (che sta nel Dna di Rifondazione Comunista) che non può essere rimosso né tuttavia semplificato attraverso scorciatoie organizzative ed elettoralismi; che va saputo agire con decisione nella ricerca politico-culturale e nell'elaborazione programmatica sulle grandi questioni legate alle politiche di sviluppo, all'ambiente, all'istruzione, alla comunicazione, ai saperi ed all'innovazione. In Sardegna come nel Paese c'è un urgente bisogno di sinistra. Le forme che essa assumerà, tuttavia, non possono essere consegnate ad altra sede se non quella della partecipazione democratica e della dimensione di popolo, senza le quali una nuova esperienza organizzata risulterebbe del tutto svuotata di significato. Il Prc in Sardegna, partendo dalle specificità culturali e politiche di questa terra, è interessato e intende essere vitalmente partecipe rispetto alle sperimentazioni (come quella della Sinistra Federale Sarda) che già si stanno producendo attorno a queste coordinate fondamentali; esperienze che provengono da ambiti di società e cultura esterni alle organizzazioni politiche esistenti. Un ambito di confronto a tutto campo per una nuova sinistra nella quale valga il principio della pluralità, della libera associazione e della piena democraticità (una testa un voto).
QUALE SBOCCO ALLA CRISI POLITICA: L'asprezza dello scontro politico in atto nel Pd, che allo stato attuale non pare trovare composizione, rende più che probabile il ricorso anticipato alle urne. Il Prc è consapevole sia della gravità della situazione politica che delle conseguenze che produrrebbe lo scioglimento anticipato del Consiglio regionale. Ritiene, tuttavia, che una prosecuzione della legislatura derivante da un accordo politico di basso profilo rappresenterebbe un danno decisamente più grave per l'Isola, contribuendo significativamente a un recupero del centrodestra, rischiando di far ricadere sui sardi le conseguenze di una ulteriore fase di “trascinamento” e di scontro interno.
In tal caso il Prc ritiene preferibile il ricorso alle urne. L'accordo possibile perciò non può che passare attraverso una verifica politica e programmatica a tutto campo ed attraverso la chiarezza. Quindi per il Prc: non è sufficiente il semplice accantonamento della legge urbanistica; non è ricevibile una sorta di “blindatura” della legge finanziaria 2009; è assolutamente fuori luogo, nelle attuali condizioni, l'insistenza sulle elezioni primarie ritenute “di coalizione”; una coalizione esiste solo se ha un programma e una politica. La crisi apertasi con il voto in aula ha determinato un vulnus precisamente su questo terreno; quindi l'alleanza autonomista, democratica e progressista va verificata ed eventualmente ricostruita dalle fondamenta.
In questi termini il Prc ritiene fondamentali 2 punti politici: La riaffermazione (senza alcuna ambiguità) del principio di corretta relazione fra sviluppo economico e uso del territorio. A partire dai valori contenuti nel Ppr: che vanno riconfermati, rafforzati, razionalizzati, estesi a tutto il territorio regionale; senza produrre alcun passo indietro rispetto alla normativa esistente. L'investimento in un modello di sviluppo innovativo di qualità sociale e ambientale. A partire dal lavoro e dalle necessarie misure economico-sociali di contrasto della crisi: reddito di cittadinanza, welfare locale, sistema regionale di ammortizzatori sociali, tutela delle fasce deboli della popolazione. Comitato Politico Regionale-Hotel Isa, 16/12/ 2008.
Rifondazione sull'ambiente è con Soru
Rifondazione con Soru per battere il "partito trasversale del cemento"
«La vita in Sardegna è forse la migliore che un uomo possa augurarsi: ventiquattro mila chilometri di foreste, di campagne, di coste immerse in un mare miracoloso dovrebbero coincidere con quello che io consiglierei al buon Dio di regalarci come Paradiso». Al contrario di quanto descritto da De Andrè, il paesaggio costiero della Sardegna è stato stravolto in pochi anni dalle orribili colate di cemento degli insediamenti turistici, confermando di fatto la tendenza alla speculazione già presente nelle coste italiane. Ventimila chilometri di coste del Mar Mediterraneo su 46mila complessivi sono stati erosi dal cemento che ruba alla natura circa il 40 % dei litorali. E secondo uno studio dell'Unep (il Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente) questa cifra è destinata a crescere: entro il 2025 oltre il 50 % delle coste mediterranee sarà cementificato.La Regione Sardegna aveva individuato una forma di tutela del paesaggio costiero approvando nel 2004 la legge 8/2004 (la cosiddetta "salvacoste"), con l'ambizioso obiettivo di trasformare il modello di sviluppo basato sulla cementificazione e privatizzazione della costa, in uno che puntasse alla valorizzazione, alla difesa e all'uso regolato del territorio secondo i principi della storia e della natura. La legge infatti, di fronte a una nuova ondata di speculazione edilizia, fissava a due chilometri dal mare il limite per nuovi insediamenti abitativi e turistici. Nel 2006, con l'approvazione del Piano Paesaggistico Regionale, si stabiliva che laddove non ci fossero insediamenti non si poteva più costruire; nelle zone dove invece era già stato costruito si sarebbe potuto soltanto riqualificare eliminando gli scempi. Un segnale forte di discontinuità, quindi, rispetto al passato, che tentava di porre fine al modello di sviluppo basato su seconde case e villaggi turistici e conservare le zone ancora incontaminate.Ma la Sardegna non è solo mare. Esiste una Sardegna dei territori interni, dove il paesaggio non è ancora stato stravolto dalle colate di cemento degli insediamenti turistici.Il Presidente Soru, per salvaguardare il territorio dell'intera isola, ha proposto un emendamento che estendesse i principi enunciati nella "salvacoste" anche alle zone interne dell'isola. Questa proposta è stata bocciata (con 55 contrari e 21 a favore) anche da esponenti del suo stesso partito, confermando ancora una volta la presenza del "partito trasversale del cemento" e di un'idea di Italia intesa come paese della rendita e del mattone.Il Partito della Rifondazione Comunista, a tutti i livelli, ha condiviso l'impostazione espressa dalla giunta sarda e dal suo presidente Renato Soru, basata su un equo utilizzo del territorio, sulla lotta alla speculazione edilizia, sulla valorizzazione del territorio inteso come bene comune indisponibile ai processi di mercificazione e devastazione.Da sempre e dovunque le nostre battaglie e la nostra azione nei governi locali hanno l'obiettivo di difendere, tutelare e valorizzare il territorio e tramandare alle generazioni future un'idea ambientale e storica del paesaggio italiano, contro un diffuso atteggiamento acritico di accettazione totale delle logiche del liberismo, per una nuova idea del bene comune ed una pratica della sua difesa.La rendita speculativa e l'ossessione del profitto non rappresentano il volano per lo sviluppo economico. Solo l'autorevolezza istituzionale e la condivisione partecipata delle scelte in materia ambientale e urbanistica possono essere strumenti in grado di garantire una qualità migliore della vita, una protezione dell'ambiente e della biodiversità efficace, e nuove opportunità di rilancio anche dal punto di vista economico e occupazionale.
*responsabile nazionale Dipartimento Assetto del Territorio
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«La vita in Sardegna è forse la migliore che un uomo possa augurarsi: ventiquattro mila chilometri di foreste, di campagne, di coste immerse in un mare miracoloso dovrebbero coincidere con quello che io consiglierei al buon Dio di regalarci come Paradiso». Al contrario di quanto descritto da De Andrè, il paesaggio costiero della Sardegna è stato stravolto in pochi anni dalle orribili colate di cemento degli insediamenti turistici, confermando di fatto la tendenza alla speculazione già presente nelle coste italiane. Ventimila chilometri di coste del Mar Mediterraneo su 46mila complessivi sono stati erosi dal cemento che ruba alla natura circa il 40 % dei litorali. E secondo uno studio dell'Unep (il Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente) questa cifra è destinata a crescere: entro il 2025 oltre il 50 % delle coste mediterranee sarà cementificato.La Regione Sardegna aveva individuato una forma di tutela del paesaggio costiero approvando nel 2004 la legge 8/2004 (la cosiddetta "salvacoste"), con l'ambizioso obiettivo di trasformare il modello di sviluppo basato sulla cementificazione e privatizzazione della costa, in uno che puntasse alla valorizzazione, alla difesa e all'uso regolato del territorio secondo i principi della storia e della natura. La legge infatti, di fronte a una nuova ondata di speculazione edilizia, fissava a due chilometri dal mare il limite per nuovi insediamenti abitativi e turistici. Nel 2006, con l'approvazione del Piano Paesaggistico Regionale, si stabiliva che laddove non ci fossero insediamenti non si poteva più costruire; nelle zone dove invece era già stato costruito si sarebbe potuto soltanto riqualificare eliminando gli scempi. Un segnale forte di discontinuità, quindi, rispetto al passato, che tentava di porre fine al modello di sviluppo basato su seconde case e villaggi turistici e conservare le zone ancora incontaminate.Ma la Sardegna non è solo mare. Esiste una Sardegna dei territori interni, dove il paesaggio non è ancora stato stravolto dalle colate di cemento degli insediamenti turistici.Il Presidente Soru, per salvaguardare il territorio dell'intera isola, ha proposto un emendamento che estendesse i principi enunciati nella "salvacoste" anche alle zone interne dell'isola. Questa proposta è stata bocciata (con 55 contrari e 21 a favore) anche da esponenti del suo stesso partito, confermando ancora una volta la presenza del "partito trasversale del cemento" e di un'idea di Italia intesa come paese della rendita e del mattone.Il Partito della Rifondazione Comunista, a tutti i livelli, ha condiviso l'impostazione espressa dalla giunta sarda e dal suo presidente Renato Soru, basata su un equo utilizzo del territorio, sulla lotta alla speculazione edilizia, sulla valorizzazione del territorio inteso come bene comune indisponibile ai processi di mercificazione e devastazione.Da sempre e dovunque le nostre battaglie e la nostra azione nei governi locali hanno l'obiettivo di difendere, tutelare e valorizzare il territorio e tramandare alle generazioni future un'idea ambientale e storica del paesaggio italiano, contro un diffuso atteggiamento acritico di accettazione totale delle logiche del liberismo, per una nuova idea del bene comune ed una pratica della sua difesa.La rendita speculativa e l'ossessione del profitto non rappresentano il volano per lo sviluppo economico. Solo l'autorevolezza istituzionale e la condivisione partecipata delle scelte in materia ambientale e urbanistica possono essere strumenti in grado di garantire una qualità migliore della vita, una protezione dell'ambiente e della biodiversità efficace, e nuove opportunità di rilancio anche dal punto di vista economico e occupazionale.
*responsabile nazionale Dipartimento Assetto del Territorio
PRC: difendiamo l'industria chimica in Sardegna
PRC - Gruppo Consiliare Regionale Sardegna
Conferenza regionale per l'occupazione
Il 4 dicembre prenderà il via la Conferenza regionale per l'occupazione, occasione per una approfonditaanalisi delle tematiche del lavoro con l'obbiettivo della definitiva messa a punto del Piano per il lavoro e l'occupazione. Lo ha annunciato l'assessore regionale del Lavoro, Romina Congera, che ha presentato oggi l'iniziativa. Articolato in due giornate, l'appuntamento cagliaritano costituisce l'occasione per una approfondita analisi delle tematiche del lavoro con l'obbiettivo della definitiva messa a punto del Piano per il lavoro e l'occupazione, prima della approvazione da parte della Giunta regionale e del successivo definitivo via libera del Consiglio regionale.Nell'ambito dei lavori della conferenza saranno inoltre presentate le strategie del FSE a sostegno della "crescita economia sostenibile con nuovi posti di lavoro ed una maggiore coesione sociale.
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Speciale intervista a Soru dopo le dimissioni
Intervista al Presidente della regione Sardegna dopo l'improvviso abbandono. Pesanti accuse alla sua maggioranza (di centro sinistra) che ha tradito il mandato e ceduto alla lobby dei costruttori. Soru: «Mi sono dimesso perché stanno vincendo gli speculatori»
di Giorgio Trini
Il presidente della regione Sardegna, con un gesto clamoroso...Leggi tutto
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PRC - Rifondazione sulle dimissioni di Soru
Comunicato di Michele Piras*
E' noto che il Prc ha più volte sollecitato, preliminarmente all'ingresso in aula della legge urbanistica, l'incontro della maggioranza regionale sulle questioni legate allo...Leggi tutto
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Crisi regionale: Renato Soru si è dimesso
Con un discorso di pochi minuti Renato Soru ha annunciato le sue dimissioni da presidente della Regione Sardegna. "Manca la fiducia della maggioranza, così non si può governare". Alla fine del discorso applausi della minoranza e di alcuni "fedelissimi" di Soru.Il presidente della Regione Renato Soru si è dimesso...Leggi tutto
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Un nuovo intervento pubblico per il lavoro
Opportuno convocare la maggioranza prima della approvazione definitiva della manovra di bilancio da parte della Giunta Regionale.
I dati sulla gravita della crisi economica e finanziaria preoccupano per il futuro della Sardegna dove il sistema produttivo è prevalentemente...Leggi tutto
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Soru e Vendola a confronto
Soru: «Primarie ok. Ma se c'è un altro, esca in 15 giorni, mi candido comunque. Non ascolterò più chi vuole perdere» . Sintonia con Vendola e Rifondazione. di Marco Murgia >> Leggi tutto
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Sulla petizione per salvare Tuvixeddu
COMUNICATO
La petizione nazionale che abbiamo avviato assieme a Eddyburg per la difesa integrale del colle di Tuvixeddu-Tuvumannu ha...Leggi tutto
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Qualche considerazione sul recente nubifragio.
Scuola:ricorso alla Corte Costituzionale
Sull'iter della nuova legge urbanistica regionale
"Il Prc accoglie con soddisfazione la decisione assunta dalla maggioranza di rinviare la legge urbanistica alla commissione consiliare competente. Tale decisione è un atto di saggezza e correttezza politica...Leggi tutto
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Deroga agli ex lavoratori della Rosmary
Prospettive politiche del centro-sinistra sardo
L'opinione: di Koba Bo
Il flop del referendum sulla cosiddetta legge salva-coste, disperatamente voluto da Mauretto “scarpetta” Pili, non deve trarre in inganno sul corso politico che può innescarsi in Sardegna...Leggi tutto
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Il flop del referendum sulla cosiddetta legge salva-coste, disperatamente voluto da Mauretto “scarpetta” Pili, non deve trarre in inganno sul corso politico che può innescarsi in Sardegna...
Sull'esito del referendum del 5 Ottobre..
Capogruppo Rifondazione Consiglio Regionale
Il fallimento dei referendum del 5 ottobre, ed in particolare quello contro la così detta legge "salva coste", dimostra che i sardi non credono più ad un modello di sviluppo fondato sull'indiscriminato e intensivo consumo dell'ambiente, alla economia della cementificazione...Leggi tutto
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Referendum 5 Ottobre: Rifondazione vota No !
Dopo il silenzio del Partito democratico sul referendum e l’invito all’astensionismo di gran parte del centrosinistra gli ultimi giorni della campagna referendaria sono caratterizzatidalla comparsa...Leggi tutto
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Rifondazione Sardegna: Conferenza stampa
Domani, mercoledì 1 ottobre 2008, alle ore 9.30 presso la Sala stampa del Consiglio Regionale si terrà la conferenza stampa del Gruppo P.R.C.-S.E. su: leggi oggetto del referendum abrogativo - situazione politica e iniziative politiche P.R.C.-S.E."
Vi invitiamo, pertanto, a seguire i Tg Sardi dell'ora di pranzo per apprendere le posizioni di Rifondazione in merito a tali argomenti.
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